Mirare troppo in alto spesso provoca le vertigini. La fisica poi è anche a sfavore, tutto quello che va su è poi destinato a scendere. Attenti allora a non scendere troppo velocemente o il tonfo risuonerà in eterno e a quel punto rialzarsi sarà ancora più difficile. Spesso però siamo quasi costretti a rischiare, rischiamo per convincere gli altri del nostro valore, rischiamo per convincere noi stessi del nostro valore, rischiamo un po' per celia, un po' non morire.. ma se poi cadiamo ciò che più desideriamo nella corsa verso il basso è trovare qualcuno una volta a terra pronto a farci ricominciare.. e nn temiamo neppure il famigerato "te lo avevo detto".
notte, la vostra G.
martedì 4 giugno 2013
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Ciao Giorgina, grazie della visita che ricambio volentieri. Non pensavo di trovarmi in una pagina personale così personale. Noi foodblogger siamo abbastanza sterili da questo punto di vista. Scriviamo di cucina, di esperienze e mai, almeno la quasi totalità, sviscera stati d'animo o pensieri del cuore. Alcune non scrivono affatto se non gli ingredienti. A me capita di spendere qualche parola in più perché penso che se passi dal mio blog non ti interessa solo la ricetta, quelle ne trovi a migliaia ovunque, ma forse sapere e conoscere anche chi c'è dietro una pentola, una fotografia o un panetto di burro. Per cui, apprezzo molto il tuo spazio e mi sento vicina alle tue fragilità o alle tue sicurezze.. del resto un cuore che batte, uno stomaco che si contrae e un cervello che pensa ce l'abbiamo tutte, no?! Ti abbraccio e in bocca al lupo per il tuo nuovo blog.
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